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BLOG A CURA DI GIOVANNI GIALLOMBARDO
17 giugno 2019
Autobus ....a sorpresa!

Roma, Via dell'Isola Farnese

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arte
28 marzo 2019
Iperrealismo romano



Spray su muro, geometrie di vetro e mosaico di carta. Anonimo

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5 novembre 2018
La rotatoria (3)

Lo scorso 27 agosto, all'insaputa del XV Municipio, sono iniziati i lavori per la famigerata rotatoria a La Giustiniana. "Famigerata" perché lungamente e inutilmente (fino ad oggi) attesa da automobilisti, cittadini, (alcuni) giornali e (molti) politici locali. "Lungamente attesa" perché con la rotatoria verrà eliminato il semaforo che - è opinione diffusa - causa le interminabili code nel tratto La Storta-La Giustinina. I lavori dovrebbero durare 120 giorni e poi, come d'incanto, risolvere completamente i problemi di traffico della zona.

Ora qualche dubbio ha cominciato a serpeggiare anche tra i più accaniti e storici difensori della rotatoria in questione. Complice forse il fatto che i lavori sono fermi da qualche settimana (pare per qualche difetto nella progettazione o esecuzione, quisquilie) o la vista di una rotatoria che sembra più un'isola spartitraffico (tra l'altro decentrata), più di qualcuno ha cominciato a sostenere che il problema delle code non potrà essere risolto da una siffatta rotatoria. E se le code, si è cominciato a sussurrare, oltre che dalla presenza del semaforo, dipendessero dalla confluenza di due strade ad alto scorrimento (la Braccianese e la Cassia) e dalle troppe auto che vi transitano tali da creare un vero e proprio effetto imbuto? In fondo basta (bastava) percorrere la strada di buon mattino quando ancora il semaforo è lampeggiante (e, quindi, è come se non ci fosse!) per rendersene conto.

Mentre continuiamo (e continueremo) a stare in coda, già si intravede il finale. Se - prima o poi - la rotatoria dovesse essere ultimata, si leverà un coro di voci sull'inutilità o l'errore di realizzare una tale opera, e per corollario affermazioni del tipo "la rotatoria non serve”, "il progetto era un altro”, ecc. Del resto si sa che le vittorie hanno molti padri e le sconfitte sono orfane.

Intanto torna a risuonare la campana dell'unica vera, rivoluzionaria e stavolta definitiva, soluzione al problema del traffico tra La Storta e La Giustiniana: il prolungamento della Braccianese bis. Dunque un'altra strada, altre auto, altro traffico. Perché la parola che sottende tutto è "fluidificare" il traffico. Con buona pace di chi vorrebbe puntare ad una difficile ma non utopistica mobilità dolce e sostenibile, una mobilità alternativa che a La Storta e La Giustiniana in fondo ha già una buona base di partenza: il treno.

Le altre puntate, nella rubrica "Il Ponentino", sono del 24 ottobre 2010 e 21 settembre 2011

arte
5 febbraio 2018
...SOGNI

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4 ottobre 2016
PRIMA I NOSTRI

Migliaia di lavoratori, soprattutto italiani, in particolare lombardi, passano ogni giorno i confini per andare a lavorare in Svizzera. Qualche giorno fa, nel Canton Ticino, gli elettori svizzeri hanno chiesto con un referendum di introdurre cambiamenti che portino a privilegiare i cittadini svizzeri nel mercato del lavoro. E' proprio vero, non mi ricordo chi lo ha detto per primo, che ogni Nord è il Sud di qualcun altro...


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diritti
1 febbraio 2016
FAMILY DAY
Se non ho capito male, io dovrei far parte di quella che alcuni chiamano FAMIGLIA TRADIZIONALE: marito, moglie e 2 figlie. Credo di essere, con tutte le difficoltà e i dubbi possibili, persino cristiano. Eppure non mi sento minimamente minacciato né dalle unioni civili né dai contratti (o patti) di convivenza. Non mi tolgono diritti, non mi costringono ad avere più doveri. Credo che non esista (anzi sono sicuro) un solo tipo di famiglia, ma diversi (a questo proposito la Costituzione italiana andrebbe aggiornata) e che ognuno di essi possa dare il suo contributo al miglioramento della società. In fondo dipende dalle persone che la compongono... E che per fortuna il mondo cammina e va avanti
4 novembre 2015
VATICANO, NON E' UNA QUESTIONE DI "CORVI"
Documenti riservati, Supertattico, Finanze vaticane, 8 per mille, Auto blu, Alberghi, Roof Garden, Apsa, Ior, Evasione fiscale, Opera Romana Pellegrinaggi, Concordato, Opus Dei, Sacra Rota...

...Cerco queste parole nei Vangeli ma non riesco a trovarle.
11 marzo 2015
RACCOLTA DIFFERENZIATA

Era un pò di tempo che non percorrevo Via della Storta e Via di Casal Selce. Sono due strade lunghe 10 km la prima, 5 la seconda che però possiamo anche immaginare come un’unica e stretta arteria stradale che attraversa un vasto territorio dell’estrema periferia nord-ovest di Roma, ben oltre il Raccordo anulare. Attraverso di esse dalla via Cassia si raggiunge via di Boccea e, quindi, via Aurelia. Anche in queste zone (case sparse e piccoli agglomerati urbani) è iniziata la nuova raccolta differenziata porta a porta, dopo la chiusura di Malagrotta, la più grande discarica d’Europa. Dopo 30 anni di immobilismo e di assenza di una qualunque politica sui rifiuti che non fosse quella di riempire di spazzatura un enorme buco (per miopia, complicità, interesse), l’Europa ha costretto Roma a cambiare direzione. L’attuale, disastrosa, situazione della raccolta dei rifiuti è figlia anche di tutto questo.

La grande e drammatica sfida che il Comune di Roma sta cercando di portare avanti con la completa riorganizzazione del ciclo dei rifiuti, sconta impreparazione, improvvisazione, inefficienze, resistenze. E sconta Mafia Capitale. Appalti truccati e corruzione. Complicità, convergenza di interessi e scambi tra imprenditori, politici, amministratori e criminalità organizzata.

Ma il Comune di Roma, pardon, Roma Capitale, e i nuovi vertici di Ama puntano molto sulla nuova raccolta per uscire dall’emergenza, per conquistare una normalità che ad oggi sembra una chimera. Anche in Via della Storta e in Via Casal Selce i cassonetti (spesso vecchi, danneggiati e talvolta bruciati) sono spariti. Al loro posto ci sono i nuovi bidoncini, alcuni piccolissimi. Accanto i cancelli delle case, a fianco degli ingressi nei condomini. Lungo la strada sacchetti di spazzatura abbandonati, probabilmente gettati dalla gente direttamente dalle auto in corsa. E anche tante piccole discariche qua e là (non che prima non ci fossero). Un panorama desolante.



Via della Storta


Alle inefficienze dell’organizzazione si aggiunge una crescente inciviltà delle persone, un degrado civile incredibile. Una mancanza di rispetto per gli altri e per l’ambiente di alcuni a cui pare sovrapporsi senza soluzione di continuità l’indifferenza (la rassegnazione?) dei più.

Eppure va accolto positivamente l'annuncio congiunto di Municipio (XV), Comune e Ama che anche nella più vasta ex circoscrizione di Roma (il XV, ex XX), con un territorio equivalente al comune di Bologna, finalmente si partirà con la riorganizzazione della raccolta. Dopo l’estate, comunque entro l’anno. Il tempo che ci separa dall'avvio del nuovo modello forse potrà essere impiegato per evitare gli errori commessi negli altri municipi, per cercare di coinvolgere i cittadini, per informare, comunicare, convincere. Altrimenti, come l'esperienza di altre zone di Roma insegna, il nuovo modello porterà molti più problemi di quelli che vorrebbe risolvere. Bisognerà poi capire dove (e come) verrà avviata la raccolta porta a porta condominiale e dove invece verrà solo riorganizzata la raccolta stradale. Non sono dettagli da poco. Andrà poi evitato il rischio (molto concreto) che, nel periodo che precede la partenza della nuova raccolta differenziata, le zone in cui è stato da poco attivato il porta a porta (nel XIV Municipio), orfane dei cassonetti "esportino" in parte la propria spazzatura nelle zone di confine del XV Municipio. Il "turismo dei rifiuti" ha già colpito in passato e colpisce ancora oggi molti quartieri del nostro territorio con effetti disastrosi per l'igiene e il decoro urbano. Se - come annunciato - sarà potenziato il ruolo degli accertatori (ma, per usare un eufemismo, possiamo dubitarne?), è bene che questo avvenga anche - se non soprattutto - in queste zone di confine.

Via Vincenzo Tieri, La Storta, XV Municipio


Per ultima, ma non meno importante, c’è la questione di dove finiscano (e finiranno) i rifiuti differenziati. E quanto ci costi trasportarli fuori la nostra regione. E se si faranno gli ecodistretti. E dove. E quando. Se ne sa poco. Non c’è trasparenza. Forse anche perché non ci sono le idee chiare. O perché troppi e troppo grandi sono gli interessi in gioco.

La speranza è che – con il tempo – si riesca non solo a differenziare correttamente i rifiuti, ma anche e soprattutto a riusarli e a ridurne progressivamente la loro produzione. Ma questo richiederà un enorme cambiamento culturale e di mentalità. E questo mi sembra davvero un miraggio!

 Giovanni Giallombardo

letteratura
20 novembre 2014
A Futura memoria (se la memoria ha un futuro)
(…) ché ad un certo punto la storia cominciò a muoversi in un paese del tutto immaginario; un paese dove non avevano più corso le idee, dove i principi – ancora proclamati e conclamati – venivano quotidianamente irrisi, dove le ideologie si riducevano in politica a pure denominazioni nel giuoco delle parti che il potere si assegnava dove soltanto il potere per il potere contava. Un paese immaginario, ripeto. E si può anche pensare all’Italia, si può anche pensare alla Sicilia (…).

Chissà che cosa avrebbe scritto oggi Leonardo Sciascia (questa citazione è tratta da Il contesto, scritto nel 1971). Avrebbe potuto immaginare che le cose sarebbero persino peggiorate, nonostante la scomparsa delle ideologie? Forse sì. Rileggendo quella sua efficacissima metafora della "linea della palma". Un'analisi e una profezia. Forse - ha scritto Sciascia ne Il giorno della civetta - tutta l'Italia va diventando Sicilia… A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno… La linea della palma… Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato… E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già oltre Roma…

Ed ha ormai da tempo raggiunto il nord Italia e l'Europa.

Leonardo Sciascia è morto a Palermo 25 anni fa, il 20 novembre 1989.

10 settembre 2014
"Paradisi"

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